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sabato 1 ottobre 2011

Considerazioni da Vogue

From the blog of Carla Sozzani on Vogue Italia:
Dal blog del direttore su Vogue:






In pochi giorni sono passata da Roma a Torino, Milano e Firenze. Ma in quale Paese al mondo si possono vedere tali meraviglie tutte così concentrate in pochi chilometri di distanza? Ieri sera a Firenze, a Palazzo Vecchio tra gli affreschi del Vasari, lo studiolo di Francesco I, gli Uffizi, Piazza della Signoria, non si sapeva dove guardare. Ma come non facciamo ad accorgerci della fortuna che abbiamo di vivere "costretti" a vedere solo opere d'arte uniche ed irripetibili, in qualsiasi angolo di città, e vivere in un Paese che trasuda cultura e storia da tutte le parti? 


In a few days I traveled from Rome to Turin and then went to Milan and Florence. What other country in the world can offer so much beauty within so few kilometers? Last night in Florence, at the Palazzo Vecchio, surrounded by the frescoes by Vasari, with the small study that used to belong to Francesco I, the Uffizi, Piazza della Signoria: we are truly spoilt for choice. How can we not realize how lucky we are, "obliged" to see only unique and inimitable works of art on every corner of any city, and that we live in a country that oozes culture and history?

Sono orgogliosa di essere italiana e sono orgogliosa che anche la moda oggi abbia trovato, così come il cinema e la letteratura, un motivo per farci essere orgogliosi della nostra creatività e unicità. La moda regala continuamente tanto a tutti, non solo con vestiti e sfilate, ma dal punto di vista dell'immagine che il nostro Paese dà nel mondo. Siamo ammirati ovunque per i nostri stilisti. Siamo rispettati per il lavoro che facciamo, per la nostra capacità di produrre qualità. Siamo amati per il nostro lavoro. E tutto questo è solo ed unicamente positivo. 


I am proud to be Italian and also proud that fashion today has become a reason, alongside cinema and literature, to be proud of our creativity and uniqueness. Fashion gives a lot to everyone, constantly, not just with the collections and the shows, but also improving our image across the globe. We are admired the world over because of our fashion designers. We are respected for our work, for our ability to produce quality. We are loved for what we do. And all this can only be positive.


Privati del mondo della moda regalano all'Italia Fondazioni, come quella di Prada dedicata all'arte, con progetti firmati da grandi architetti come Rem Koolhaas. Trussardi investe nella sua Fondazione d'arte regalando mostre di grandi artisti, Gucci fa dono di un Museo alla città di Firenze ristrutturando un palazzetto in Piazza della Signoria, la famiglia Maramotti ha aperto al pubblico un Museo di Arte Contemporanea a Reggio Emilia, Diego Della Valle dà fondi alla città di Roma ristrutturando e salvando il Colosseo, uno dei più preziosi simboli dell'antichità romana. Bulgari e Giorgio Armani aprono a Milano due alberghi a 5 stelle nel cuore della città, e ancora interi reparti ospedalieri come la famiglia Tarabini a Carpi e mille altre iniziative culturali e sociali. 

Private individuals in the fashion world have given Italy foundations, like the Fondazione Prada, dedicated to art, featuring projects designed by great architects like Rem Koolhaas. Trussardi invest in their art Foundation, hosting exhibitions by great artists, Gucci has donated a Museum to the city of Florence by refurbishing a small palace in Piazza della Signoria, the Maramotti family has opened to the public a new Museum of Contemporary Art in Reggio Emilia, Diego Della Valle has donated funds to the city of Rome to restore and save the Colosseum, one of the most precious symbols of Ancient Rome. In Milan Bulgari and Giorgio Armani inaugurated two 5-star hotels in the heart of the city, and the Tarabini family opened entire hospital wards in Carpi, besides thousands other cultural and social initiatives.


Non c'è Paese al mondo che abbia tanti marchi e aziende di moda vincenti come l'Italia. Perché dico tutto questo? Perché voglio che i giovani, che sono il nostro futuro, credano in questo Paese per cui fanno di tutto per farcelo detestare. Abbiamo una pessima immagine all'estero. È vero. Nasconderlo sarebbe inutile. Ma continuare a lamentarsi è ancora peggio. 
Ognuno di noi, con le nostre capacità e abilità, deve cercare di dare il massimo. Possiamo essere tutti ambasciatori di un'immagine bella e non doverci difendere come se fossimo colpevoli. Colpevoli di essere bravi? È forse una colpa? Non abbiamo fatto altro che avere personaggi importanti nella nostra storia, dal cinema all'arte, dalla musica, alla letteratura. Oggi non siamo ben rappresentati? E per questo dovremmo abbatterci? No. 



Un po' di patriottismo così per fare




Prime foto: dettagli della SS 2012 Gabriele Colangelo (nome giovane della moda Italiana), sfilata di recente a Milano, rubati a Dudù di "Moda in Segni"
Ultima foto: Abito Colangelo
Sotto: Gabriele con un suo abito

The first photos are details from last Gabriele Colangelo (one of the best young designers we have in Italy) SS 2012 runway (thanks to Dudù of "Moda in Segni" blog), than a Colangelo dress and under here a photo of Gabriele and one of his dresses.


No other country in the world can boast as many successful brands and fashion companies. Why am I saying all this? Because I want young people, that represent our future, to believe in this country, a country we are so strongly pushed to despise. We have a very bad reputation abroad. It’s true. It would be useless to hide it. Yet to keep on moaning about it would be even worse.
Each one of us, with our skills and abilities, must give our best. We can all be the ambassadors of a positive image and not have to defend ourselves as if we were all guilty. Guilty of being talented? Must we get the blame for that? Our history is full of prominent figures active in cinema, arts, music and literature. Today we are not well-represented? Should we lose heart? No, we shouldn’t.


Difendo il mio Paese con il mio lavoro, facendomi valere all'estero così come fanno i nostri stilisti e creativi. Il brutto sono convinta che si debba combattere con il bello. E di bello di cui vantarci ne abbiamo tantissimo.
E anche la moda contribuisce quotidianamente ad avvalorare l'immagine del Paese. La vera ribellione è boicottare il brutto, il volgare, spegnendo la televisione quando ci offre programmi lontani da ogni dignità, così come non comperare giornali spazzatura. E credere in una nuova generazione dando loro la possibilità di dimostrare quanto vale. Un augurio per la moda ma in generale per il Paese.



I support my country with my work, asserting myself outside Italy just like our designers and creative talents do. I am convinced we should fight ugliness with beauty. And we have plenty of beauty we can boast about.
And also fashion helps enhancing the image of our country every day. The true rebellion is boycotting ugliness, vulgarity, switching off the TV when what we get is totally indecent, and not reading trashy papers. And believing in a new generation, by giving them the opportunity of showing their true value. This is what I wish for fashion, and, in general, for the whole country.





Forse è una visione un po' semplicistica e che non si spinge (del resto come fare in una pagina, quando non sono bastati libri?) a fondo nell' analisi del merda-miracolo Italia, eppure ci sono sicuramente alcuni punti/spunti di riflessione:

Maybe this vision Italy is too "simple", but you maybe know that Italy is quite difficult to describe... maybe in one book, but for sure not in just a Vogue page. However I found some interesting things in this Italy portrait:

1) Il sistema moda ancora oggi è forse il migliore biglietto da visita che il nostro paese possa proporre. Insieme all' arte? Sì, ma l' arte vive sugli allori dei periodi di splendore come l'800 musicale e il rinascimento. Per quanto riguarda l' arte moderna l' Italia non è messa male, con la più importante manifestazione internazionale (la biennale di Venezia) e artisti del calibro di Cattelan, ma non ci possiamo più vantare di una supremazia assoluta. Nel campo della moda, invece, facciamo da padroni, insieme ai francesi.

1) The Italian fashion system is maybe the best visit ticket we can offer. Yes, we have so much art, but we live on old art glory, such as the 'XIX century for music (Puccini, Verdi...) and the renaissance. Yes, we do have modern art: the Venice Biennale is one of the most important art exposithions held in the world, and we have artists as Maurizio Cattelan, but we are no more the best. In fashion too we find globalization: there are a lot of new designers coming from countries such as Belgium and Germany, but Italy still "rules"... just think to the two most importnt FW: Milan and Paris.

2) Non bisogna piangerci addosso. Quante volte ho sentito dire "in Italia...". Troppe, e molte abusate. Che l' Italia funzioni male, peggio di altri paesi, è un dogma e allo stesso tempo è dimostrato, ma spesso leggo persone che si lamentano di "mali tipicamente italiani", quando sono tipici di tutta la società, anzi, a volte sono frutto dell' import della cultura stelle e strisce che poi la stessa gente difende a spada tratta (sono un po' più europeista che filoamericano, ma giuro che non sono parole campate in aria).
Iniziare una frase con "In Italia", ormai, è sport nazionale (implicitamente anche io sto dicendo: "In Italia si dice troppo spesso ''In Italia'' "), e il complemento di luogo è un' interiezione più usata di "Deh", ma anche di "Ciao!".
In Spagna, tanto amata dai detrattori del Belpaese, si è di un nazionalismo esasperato (o, per quel che mi è sembrato, maggiore del nostro). Copiamoli davvero, stavolta!

2) You have to know that one of the Italian national sports it's, with football, complaining about our country. It doesn't matter if we're talking about an "Italian fault" or something that happens everywhere: just say "In Italy... (complanation)" and everyone will say you are right. Why can't we copy Spain, France or the US, where people are much more patriotic than us!?

3) Bisogna sostenere i giovani. Non solo nella moda, dove, lentamente si fanno passi in avanti (la fashion week milanese ora è davvero una settimana, ma gli stilisti emergenti rimangono quasi tutti confinati l' ultimo giorno, quando qualcuno già fa rotta a Parigi), ma anche in tutto il sistema paese. Politica in primis.

3) We have to help young people to emerge. I'm not speaking only about fashion, where it looks we are doing something more, but in the whole country. Especially in politics.

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Naturalmente, non è un "aut aut" tra i tre doni. Non sarei mai così crudele. I doni sono da fare tutti. Appena arriveranno, provvederò a cambiare lista, per evitare doppioni.
<3 <3 <3

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