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sabato 5 maggio 2012

Art is the new black

Sì, lo so, avrei dovuto parlarvene prima, mooolto prima. Ma non sono un bravo fashion blogger. Ecco così che spunta dai meandri della mia mente una vecchia collaborazione di Hermès. Hermes con Daniel Buren, artista francese classe 1938. Buren gioca molto con i colori, le geometrie e il contesto delle opere. Una sua opera famosa (e dibattuta) è Les deux plateaux, al palais royal di Parigi: semplici e dibattute colonne a righe bianche e grigie, tante, che occupano tutto il cortile del palazzo. Suo anche lo spettacolare Tappeto Volante, istallazione torinese che ogni tanto si rivede a P.zza Palazzo di città. Ma erano le righe, stavolta bianche e a colori, il suo piu giovanile segno distintivo, recuperato dalla collaborazione con Hermès (per cui aveva già realizzato un'opera nel negozio di Seoul).


 Per la maison di Fbg. Saint Honorè, infatti, Buren ha tirato fuori 22 foto, della sua serie delle Photos souvenir: "semplici fotografie senza pretese" (l'ha detto lui!) che ricordino ("souvenir" significa proprio "ricordare") i luoghi che ha visitato, scattate dagli anni '50 in poi. 22, su svariate, immagino su migliaia.  Principalmente, mi pare, foto scattate in Italia (e qui ritorna su un mal sopito orgoglio patriottico!), ma anche autocitazioni, visto che ci sono pure quelle dell'istallazione dell'artista da Hermès a Seoul. Il secondo passo è stato di incorniciarle nelle righe di cui sopra: 18 tipi di cornici diverse, applicate quasi tutte a quasi tutte le foto, per 365 carre, uno per ogni giorno dell'anno, qualora un ricco nababbo arabo le volesse tutte per la mogliettina.
Ogni carre è unico, 90*90, con dei colori eccezionalmente vividi, grazie alla tecnica di stampa del getto d'inchiostro, che consente l'uso di infiniti colori.  “Si tratta - spiega Buren - di oggetti unici come potrebbero essere i dipinti, ma a differenza di questi non devono essere appesi al muro, ma indossati”. E ancora una volta, la sua arte richiede ,quasi, di essere parte del luogo, di esserne integrata e di interagirci. Stavolta venendo portata in giro da un bella ragazza parigina, o dalla ricca moglie del ricchissimo arabo. "come materiale, la seta è ipersttiva, soffice, vibrante e trasparente. In una parola, è sensuale. Quando è animata da un corpo umanotutte le sue qualita si fanno visibili." dice l'artista.  Io, casomai non fosse chiaro, me ne sono follemente innamorato. Ne avevo sentito parlare ma mai nello specifico, finchè non ne ho visti due nel viaggio a Parigi, uno a rue de sevres e uno a Fbg. Saint honoré. Avevo deciso che ne avrei fatto comprare uno a mia madre, l'avrei iniziata al magico mondo di Hermès, o lo avrei usato io come fodera per una giacca. finche non ho visto il prezzo: solo 1000 euro... In meno di una birkin!! Ergo, il mio amore rimarrà platonico.



I foulard, come dei veri e propri lavori d'arte, avevano fatto anche il giro del mondo in delle piccole esibizioni. In Italia a Villa Panza, a Varese. Nella stessa villa già si trovava un'opera di Buren, un collage di strisce bianche e verdi, che risale al '68, quando la comprò a Milano il collezionista Giuseppe Panza. È già la seconda edizione dei carrè d'artistes, Chez Hermès, ma la prima era più un omaggio all'artista Joseph Albers, che era morto nel '76. E poi Albers è decisamente troppo bauhaus per il mio gusto barocco.  Io sono, lo ripeto, schifosamente di parte, eppure per me questa collaborazione è pienamente centrata. Perchè è un nuovo ma efficace sunto dell'arte di Buren,  e non tradisce la sua idea di arte che dialoga coll'ambiente. Ma voi lo indossereste un foulard da 5000€?
Certo, a discolpa di hermes, dobbiamo dire che la "tela" viene venduta con tanto di scatolo e libro esplicativo. Non vi sembra che il prezzo sia ora molto piu comprensibile? ;)


E le collaborazioni sembrano ormai di casa: H ha infatti invitato l’artista Hiroshi Sugimoto a creare il suo carre, e il giapponese ha scelto di fotografare la scomposizione della luce. I Colori dell’Ombra, così si chiama la serie,  è una fotografia del tempo, in un certo senso. Tempo che è il tema dell'anno di fbg. Saint honorè, e a cui è dedicato le monde d'hermes per questa estate. Correte a prenderlo, almeno il periodico, perchè è davvero affascinante. Li vedremo dall' 11 giugno sul sito www.hermes-editeur.com, ed esposti al Museo der Kulture a Basilea dal 12 al 21 dello stesso mese.
Intanto coach collabora com l'artista inglese James Nares, con le sue pennellate fluide e vibranti, applicate su delle semplici tele delle borse da uomo. Da vedere dal vivo. Pringles of Scotland  ha fatto anche lei la sua parte con Liam Gillick, artista concettuale inglese, che però mi ha entusiasmato di meno, almeno per quanto riguarda il risultato, molto... Normale. Phoebe philo o un qualunque stilista di ballantyne potrebbe fare lo stesso. Comunque, insomma, sembrerebbe proprio che, almeno nel mondo della moda, "art is the new black".


3 commenti:

  1. a proposito di arte, ieri ho visto la mostra di Hermès a Londra. Carina, fatta bene e pure gratuita. Penso che ti sarebbe piaciuta (c'era soprattutto pellame, artigiani all'opera e fortunatamente non foto). Mi sa che rimarrà l'unico brand con una dignità. Gli altri sembrano impazziti alla ricerca di nuovi ricchi e celebrity trash, da Armani (che veste cantanti trash) a Bottega Veneta (che mette le iniziali sulle borse, trashissimo, e si fa pubblicità via fashion blogger) a Balmani, pure Balmain!! (che dopo il misterioso Decarnin ora twitta via Rousteing).

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    1. Beh balmain è trash già di suo... O forse sono io che sono di parte, non mi piace il suo essere così rock stereotipato. Bella Pero l'ultima collezione. Vabbe sto divagando.

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  2. Interessante! ^^



    Con affetto,Mia

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Se siete arrivati fin qua sotto vivi (complimenti!) e volete insultarmi, fate bene, questo è lo spazio giusto! Mi raccomando, utenti anonimi, lasciatemi una firmetta (potete anche scrivere "Raperonzolo", non saprò mai che non è il vostro vero nome)!
Se, invece, siete folli come me, e il post vi è piaciuto, potete contattarmi in privato per offrirmi un dono. Vi fornirò la mia taglia e le preferenze di colore per:
1) Un maglione in baby cashmere di Loro Piana;
2) Una giacca di cashmere millemila fili di Brunello Cucinelli;
3) Un plaid di cashmere di Hermès (sì, ho bisogno fisiologico di cashmere, sono freddoloso).

Naturalmente, non è un "aut aut" tra i tre doni. Non sarei mai così crudele. I doni sono da fare tutti. Appena arriveranno, provvederò a cambiare lista, per evitare doppioni.
<3 <3 <3

Grazie per la lettura!

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