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lunedì 31 dicembre 2012

Madrid-ultime

Cari ragazzi, è giunta finalmente l'ora di togliersi le foto di Madrid dalle scatole. In questo terzo episodio liquido abbastanza velocemente la città spagnola, così poi vi potrò mostrare le foto che ho fatto a (rullo di tamburi)... Pechino e in India! Diciamo anche che a Madrid non ho scattato dei capolavori e la città spagnola non è bella come Parigi o interessante come può essere Londra, ma anche, che so, Torino. E' monumentale, ricca di musei, ma bho, non mi ha colpito particolarmente, sarà anche per il fatto che quando si va in interscambio, nel bene e nel male non si dà troppa attenzione alla città visitata.
Inoltre mi sono accorto che, nei post di viaggi, piuttosto che raccontare delle usanze che più mi hanno colpito, della gente o dei luoghi imperdibili, tendo a postare le foto venute meglio, senza un consiglio al viaggiatore, un appunto personale, una spiegazione. E questo non mi piace, non è il formato che avevo in mente per Gira(stile)mondo.
Quindi tenetevi pronti, perchè i prossimi post di viaggio sviscereranno per bene Pechino e/o l'India, con consigli su cosa vedere, cosa comprare e le mie modestissime osservazioni su quei lontani Paesi.
Le ultime foto, quindi, sono del Museo Reina Sofia, che raccoglie un'interessante collezione di arte dagli inizi del '900 ad oggi. Immancabili sono i grandi artisti spagnoli. Ci troverete il surrealismo folle di Dalì (ma del resto cosa aspettarsi da uno che dipinse "Il grande masturbatore"?!), Picasso con le sue figure cubiste e (il mio preferito dei tre) Mirò, elegante e onirico.

 
Mirò

 
Il "No pasaràn" Repubblicano e antifascista della guerra civile spagnola. Si può leggere in alto sul manifesto, mentre in basso un "Pasaremos", "passeremo". Credo proprio fosse un manifesto Franchista.

 Guernica, di Picasso (che in verità non si poteva fotografare, ma io penso sempre a voi e così ho fatto l'italianata!).  Il quadro era stato commissionato a Picasso dal governo Repubblicano Spagnolo. Quando il governo cadde, l'artista decise che il dipinto non sarebbe potuto tornare nel suo Paese fino alla fine del franchismo. Così rimase al MoMA di New York fino al 1981, quando tornò in Spagna. Neanche Picasso, morto otto anni prima, potè vederlo di nuovo sul suolo spagnolo. 
La crudezza della guerra è evidente guardando il quadro: i colori sono il bianco e il nero, le espressioni sono sofferenti, paurose, il tutto è confusionario, inquietante. Riesce davvero bene a esprimere il messaggio di dolore e la voglia di pace di Picasso. Tra l'altro Guernica (Gernika in Euskara), la piccola cittadina bombardata, anche se pochi lo sanno, ha e aveva una forte valenza morale per il popolo Basco. Senza tentare di rianimare le mie conoscenze di storia spagnola, che risalgono alle medie, vi cito Wikipedia che è breve e concisa: 
"Guernica è una città santa per i Baschi. Sin dal Medioevo vi avevano luogo i consigli baschi. I re castigliani, seguiti più tardi dai re spagnoli, giuravano sotto alla quercia di Guernica di rispettare e conservare le particolari leggi autonomiste della Biscaglia. Il sacro simbolo dei Baschi, la quercia (Gernikako Arbola) si trova sopra al centro città; sotto ad essa si riuniva ogni anno sino al 1876 il Consiglio degli Anziani, i cui membri provenivano da tutti i Paesi Baschi, svolgendo in questo modo una forma diretta di democrazia. L'albero viene sostituito in caso di morte da una nuova pianticella nata dai frutti del vecchio albero."

 Quadro di cui non ricordo il titolo.
 Una piccola nota di "poetica personale": tutte e tre le foto sono mosse. Non è che abbia il Parkinson, ma volevo provare a far vedere sotto una luce nuova i quadri. In ognuna delle foto il movimento crea un effetto nuovo, di azione e tensione. Nell'ultima, dove sembra guidare l'occhio verso la finestra e dà un'idea d'ansia,nel Guernica, dove rappresenta la confusione della guerra, e nella prima dove conferisce un certo dinamicismo pas male. Sono un genio, insomma.


Questa è proprio l'ultima. E' l'iconico Edificio Metròpolis, sulla Gran Vià, l'arteria principale del centro di Madrid. Per meglio dire, sarebbe la Vittoria Alata sulla cupola del Metròpolis. Anzi, un ramo con in secondo piano la Vittoria bla bla.
Se trovo le foto di Toledo, sparse non so dove nel pc, prometto che ve le mostrerò. 

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<3 <3 <3

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